03/04/14

Ilmiolibro.it: recensione


                                               
Ilmiolibro.it, sito al quale sono iscritta e del quale vi voglio parlare oggi, è un sito dedicato al self-publishing, che vanta una popolosa community di aspiranti scrittori. La grafica è accattivante, il meccanismo semplice, l'offerta allettante e lusinghiera: se lo hai scritto, va stampato. Ora, questo non sempre è vero, ci sono montagne di storie scritte che non meriterebbero una seconda lettura, figuriamoci una stampa. Purtroppo gli aspiranti scrittori non sempre hanno la lucidità di pensiero necessaria per comprendere questa semplice verità: molto di ciò che hanno scritto andrebbe cestinato senza ripensamenti. Ma, come sostenevo in un post precedente, dedicato proprio all'autopubblicazione (chissà perché usiamo spesso termini stranieri anche dove esiste un corrispondente in italiano?), decidere di produrre autonomamente il proprio romanzo non è semplice vanità, per soddisfare la quale sono più adatti gli editori a pagamento. 

Il sito Ilmiolibro offre molte possibilità a chi senta la necessità di veder stampato il proprio libro, sia esso un romanzo, un saggio o anche solo una tesi di laurea. Creare la copertina ed inserire il testo è semplice, oltre che divertente: con pochi passaggi, vedrete il vostro sogno prendere la forma cartacea di una vera pubblicazione.

26/03/14

Self-publishing: conviene?



Il self-publishing ( o autopubblicazione) è la pratica, oggi molto diffusa, con cui un autore sceglie di pubblicare la propria opera autonomamente, senza l'intermediazione di un editore. Si tratta quindi della possibilità di pubblicare i propri scritti, di qualsiasi natura (tesi, romanzi, saggi, manuali...), attraverso le nuove tecnologie, sempre più alla portata di tutti. 
L'autopubblicazione si distingue sia dalla normale edizione, in cui tutte le spese sono a carico dell'editore, sia dall'edizione a pagamento, in cui esiste la figura dell'editore ma le spese sono in tutto (o in parte) a carico dell'autore. Nel primo caso, l'editore si incarica anche della realizzazione e della distribuzione dell'opera, nel secondo caso gli obblighi e l'impegno dell'editore sono alquanto dubbi.

24/03/14

Peppa Pig arriva a teatro



La tonda maialina rosa, eroina di tutti i bambini, arriva a Teatro. Parte infatti, dal 22 febbraio 2014 ( a Roma), il tour teatrale "Peppa Pig e la caccia al tesoro". Ad interpretare i personaggi del noto cartone animato saranno dei puppet, ossia dei pupazzi che cantano e ballano, animati da attori. Lo spettacolo prevede scenari suggestivi, come ad esempio gli abissi marini abitati da pesci fluorescenti. Per 75 minuti, Peppa Pig e la sua famiglia attraverseranno monti, mari e boschi, a caccia di tesori, viaggiando su ogni mezzo di trasporto e scoprendo nuovi animali. Ma chi è Peppa Pig e perché piace tanto ai bambini?

Il lupo di Wall Street




Jordan Belfort è il lupo di Wall Street. Parte dal Queen, dove vende carne e pesce e approda a Wall Street, affamato di soldi e di successo. E a Wall Street, cuore palpitante e nevrotico della finanza mondiale, niente è impossibile per chi, come lui, è pronto a tutto e sveglio abbastanza. Ma Jordan non è soltanto sveglio, è anche geniale e spericolato. Viene assunto come telefonista in una società di brokeraggio, la LF Rothschild, e in breve tempo impara e mette a frutto la discutibile arte dello spostare soldi per generare effimere felicità. Nel giro di pochi anni diventa il broker più ricco della piazza e fonda la Stratton Oakmont, compagnia di intermediazione finanziaria che vanta un fatturato di venticinque milioni di dollari a semestre.

12/03/14

A spasso con i dinosauri





È uscito nelle sale italiane il 23 gennaio 2014 il nuovo film per ragazzi, ambientato nella preistoria: "A spasso con i dinosauri". I dinosauri vivono da sempre nell'immaginario dei bambini e non solo, come dimostra il grande successo avuto negli anni '90 dal film Jurassic Park, di Spielberg o la serie televisiva lanciata nel 1999 dalla BBC, dal titolo "Nel mondo dei dinosauri".
Il film, della durata di 87 minuti, distribuito dalla Twentieth Century Fox, è stato prodotto nel 2013, con il titolo originale "Walking with dinosaurs". Il team che lo ha realizzato è composto da un noto sceneggiatore di film di natura evoluzionista (John Collee), da un produttore di documentari naturalistici (Neil Nightingale) e da un  regista (Barry Cook) che ha lavorato anche per la Walt Disney.
Il risultato della collaborazione tra questi tre personaggi è un film con un preciso intento educativo, ambientato in un contesto naturale il piu possibile realistico e credibile, narrato secondo gli schemi dell'animazione classica.

18/02/12

La colpa di Lorenza Ghinelli – ed. Newton Compton Editori pag. 239

VOTO: 7 buon intreccio, uno stile narrativo che mi stanca un po’

Il romanzo La colpa di Lorenza Ghinelli parla di infanzie rubate o perdute, di adulti disattenti e colpevoli e di bambini che si addossano colpe non loro. Un argomento pesante, trattato con perizia dalla scrittrice, senza pietismi, ma portando sulla carta tutta la rabbia e la violenza repressa in queste  vittime incolpevoli. Un  romanzo che ho letto in meno di una settimana, anche se lo stile con cui scrive la Ghinelli non mi fa impazzire, è quello stile incalzante con cui molto spesso sono scritti i romanzi che parlano di giovani di oggi, un linguaggio immediato e privo di fronzoli che trovo a volte un po’ opprimente da leggere, perché cupo e con poco spazio alla riflessione. Un buon romanzo, comunque. I personaggi sono ben tratteggiati e le situazioni si incastrano tra loro con successo.

Martino ed Estefan sono due ragazzi di diciannove anni, studenti un po’ scapestrati e grandi amici. Ognuno di loro porta dentro di sé ricordi troppo brucianti per essere condivisi, colpe che li fanno sentire inadeguati, famiglie che non sanno ascoltare. Martino sfoga con i pugni la sua rabbia autodistruttiva, Estefan si rifugia in deliri che lo lasciano spossato. Soltanto la loro amicizia li tiene a galla. Estefan incontrerà, durante una delle sue folli notti solitarie, una bambina cresciuta con il nonno perché figlia di una tossica morta nel darla alla luce. Anche Greta quindi si porta dentro un peso troppo grande per la sua età. E proprio da questo incontro nascerà in Estefan la voglia di redenzione. Perché, come capisce Estefan, “ non si può essere bambini, se non te lo concedono.”

L’autrice: Lorenza Ghinelli, nasce a Cesena nel 1981, diplomata in grafica pubblicitaria, fotografia, web design e montaggio digitale. Laureata in scienze della formazione, ha conseguito presso la Scuola Holden di Torino il Master in tecniche della narrazione. Ha esordito nel 2011 con il romanzo “Il divoratore”, sempre con la Newton Compton .

Incipit:
Matite:rossa, gialla, verde, blu, viola. Matita nera. Greta afferra la prima e graffia sopra un Fabriano ruvido un arco insanguinato. Poi, in successione, usa le altre tracciando archi su archi, appiccicati, ammassati. Greta fissa l’arcobaleno sul foglio.
E’ il turno della matita nera, ora. Le manine premono la sua punta sul Fabriano spingendola avanti e indietro, sbriciolandola. Il nero mangia il bianco, linee spesse e grasse, sotto l’arcobaleno.

11/02/12

La bibblioteca dei libri proibiti di John Harding – Ed. Garzanti - pag 253

VOTO: 7 - finale poco chiaro

La storia è ambientata nel New England del 1891. Due piccoli orfani, Florence e Giles, vivono in una grande casa in decadenza a spese di un fantomatico zio che non conoscono. Crescono circondati dalla servitù e quasi isolati dal mondo, seguendo le regole di questo zio che vive lontano e che proibisce tassativamente di dare a Florence una cultura. Per questo la giovane tace a tutti di essere capace di leggere e scrivere e si rifugia di nascosto nella bibblioteca di Blithe ( questo il nome della tenuta) a divorare libri. Quando Giles viene mandato in collegio, a Florence restano soltanto i libri e la compagnia del giovane Theodore Van Hoosier, un ragazzino allampanato che soffre di asma e che viene a trascorrere in New England l’estate e i periodi in cui l’asma si fa più aggressiva. Ma ben presto Giles, che è un bambino delicato e un po’ ingenuo viene rimandato a casa, perché vittima delle angherie degli altri studenti. A malincuore lo zio manda a Blithe un’istitutrice, che però muore in un incidente sul lago.  Passa un po’ di tempo ed una nuova istitutrice arriva a prendersi cura di Giles. Ma questa donna sembra nascondere un segreto e un piano nascosto per portare via Giles. Florence dovrà riuscire a fermarla, con l’aiuto soltanto del giovane Van Hoosier e i consigli dell’investigatore Hadleigh, il poliziotto che aveva già condotto le indagini sulla morte della prima istitutrice.

05/02/12

Il mercante di libri maledetti di Marcello Simoni – Ed Newton Compton Editori

Questo è un libro che mi è stato regalato per Natale… per me non è Natale se nessuno mi regala un libro…
Non è un libro che avrei scelto personalmente, anche se il titolo in realtà mi aveva già intrigato vedendolo sugli scaffali, ma non mi era piaciuta la copertina, e a volte anche questo è un dettaglio determinante nella scelta, se come me avete una passione per i libri, che rasenta l’adorazione!
La copertina è costituita dalla fotografia di un monaco con il cappuccio che copre il volto, all’interno di quella che pare essere una cripta, con le scale di pietra alle sue spalle dalle quali si intravede un raggio di sole. Non so perché, ma essendo la storia ambientata nel 1200 questa fotografia mi pare poco in tema, troppo moderna, insomma mi trasmette poco l’idea di epoche remote.
Però il romanzo mi è piaciuto tantissimo. Si legge con velocità, la storia è intrigante e i personaggi ben tratteggiati.  Non mancano i colpi di scena, perfino nell’ultima pagina; non tutti sono chi dovrebbero essere, i misteri si sussegguono con un ritmo serrante ma non sono mai troppo criptici, difficili da seguire.
La sovracopertina lo definisce enigmatico come “Il nome della rosa” e avvincente come “ I pilastri della terra”. Anche se non lo paragonerei a I pilastri della terra ( de Il nome della rosa ho solo visto il film, quindi non posso giudicare), è comunque un buon romanzo storico. Un libro d’esordio che consiglierei agli appassionati del genere.

09/01/12

Il Regno di Ga’Hoole – la grande battaglia di Kathryn Lasky – Ed. Mondadori

VOTO : 8 – Un buon fantasy

Ho finito ora di leggere “Il Regno di Ga’Hoole -  La grande battaglia”, un libro che contiene tre romanzi: “L’assedio”, “La spia” e “L’incendio”. Nel complesso sono 564 pagine, scorrevoli e piacevoli, che vi faranno trascorrere qualche ora in compagnia di questi agguerriti gufi, in lotta per salvare il loro mondo dall’egemonia dei “puri”, un gruppo impazzito di barbagianni che vuole assoggettare tutto il mondo dei rapaci notturni e non solo.

30/12/11

Io e Shira di Gianluca Ratta - Rizzoli

VOTO: 9 - la biografia di un sogno, da leggere

Quando sono impegnata nella lettura di romanzi lunghi e quindi anche libri spessi, sono solita portare in borsa per ogni evenienza ( tempi morti, code negli uffici, pause nel lavoro...tempo che ci fanno sprecare se ne trova sempre) un romanzo tascabile o cmq un libro più "leggero". A volte, ne riciclo qualcuno letto in passato e che mi era piaciuto particolarmente oppure che non ricordavo più di aver letto. Capita, quando si ha una libreria ben fornita, e libri accumulati in lunghi anni di passione per la lettura!
"Io e Shira" appartiene a questa categoria di libri: brevi (146 pag di un piccolo formato), letti e piaciuti.

Cani e Lupi: Gianluca Ratta & Shira

Cani e Lupi: Gianluca Ratta & Shira

13/12/11

Il diario delle fate di Jane Yolen & Midori Snyder – ed. Newton Compton Editori

VOTO : 5,5 – un gran minestrone

Finalmente ho finito di leggerlo! E’ uno di quei romanzi di cui non si vede la fine… ma come ho già detto mi lascia un senso di incompiuto lasciare un libro prima della fine, ho continuato con stoica caparbietà.
La storia è accattivante: due fate, Meteora e Serana vengono cacciate dal Boscoverde in cui vivono, messe in esilio dalla loro Regina. Personaggio potente e vendicativo di cui poco si sa e si intuisce. Meteora e Serana sono due sorelle inseparabili e proprio questa sarà la loro condanna: vivere  nel mondo reale, in città distanti e senza possibilità di incontrarsi, pena una pioggia di ferro che si scatenerebbe su di loro.
Le due si ritrovano così sole, invecchiate e private dei loro poteri magici. E così Serana si ritrova a New York e Meteora a Milwaukee. Costrette ad imparare una nuova vita.
In realtà la Regina, si scoprirà, le ha mandate nel mondo reale con uno scopo ben preciso.

20/11/11

la centrale di Elisabeth Filhol – Fazi Editore

VOTO : 9 – per riflettere sulle nostre scelte future

Una copertina semplice e drammatica: la pianura coperta da un cielo che minaccia tempesta, un piccolo capanno degli attrezzi e sullo sfondo, incombenti e minacciose come il cielo, le due torri di una centrale nucleare. Un piccolo libretto che poteva apparire insignificante, in mezzo agli altri. Anche il titolo è semplice, scarno, senza maiuscole. Ma questa copertina ha il potere di catalizzare l’attenzione con la sua semplicità.
La storia è molto semplice: un operaio addetto alla manutenzione dei reattori racconta la sua vita. Non è un fisico nucleare, soltanto un operaio. Con contratto a termine. Spesso il termine è definito dall’eccessiva esposizione alle sostanze radioattive, perché la legge stabilisce che oltre una certa dose non si può andare. E se hai preso, come succede al nostro protagonista, se hai preso una dose eccessiva ti ritrovi contaminato e senza la certezza di una paga. Devi reinventarti, trovare un’altra occupazione, magari sempre all’interno delle centrali, ma non più a contatto con il reattore e la sua morte invisibile. Perché il nucleare è anche questo, non soltanto quello dei grandi incidenti. Il nucleare contamina ed uccide tutti i giorni, lentamente. Gli operai che vi ruotano attorno sono spinti dalla paga superiore alla media di un operaio, ma anche dalla scossa di adrenalina che dà la vicinanza con il pericolo. Qualcuno non ce la fa, qualcuno ne rimane soggiogato, ma tutti alla fine vengono logorati da un lavoro che nessun uomo dovrebbe fare. Perché ( ma questa è soltanto la mia opinione personale) del nucleare la Terra non ne ha proprio bisogno!

Questo romanzo, breve ed intenso, mi è piaciuto più per la storia e la riflessione che porta con sé, che per lo stile. La scelta narrativa è incalzante e in tema con l’argomento, anche se spesso i salti spazio- temporali nella memoria del protagonista spiazzano un po’, facendo perdere il filo. Tra i protagonisti silenziosi del romanzo, Chernobyl, con il suo monito inascoltato dai governi mondiali.
Un libro da leggere e da far leggere, perché la follia del nucleare deve finire.

Incipit:
Tre dipendenti sono morti durante gli ultimi sei mesi, tre tecnici di ruolo ognuno dei quali aveva avuto una funzione di inquadramento o di controllo. E’ stato necessario prenderli sul serio per il loro gesto e ormai si parla di loro, che si conoscevano appena, come di tre fratelli d’armi, tutti e tre vittime della centrale e caduti sullo stesso fronte. Un fronte calmo.




02/11/11

D'un tratto nel folto del bosco di Amos Oz - Ed.Feltrinelli

VOTO : 9 - una favola per tutti

Ecco un altro libro che consiglierei di leggere anche a chi ha poco tempo per farlo. Sono 114 pagine scritte con un linguaggio semplice e scorrevole, divertenti e profonde insieme. Una favola che come tutte le favole contiene ua morale, sta a voi scoprire quale.

Io lo avevo letto qualche anno fa e l'ho riletto in questi giorni, scovandolo nella libreria di mia madre, dove ho lasciato tutti quei libri che non potevo portare nella mia nuova casa. A volte mi piace riprenderli in mano, vedere cosa mi ricordo e cosa mi hanno lasciato dentro. Qualcuno potrei rileggerlo ancora, perchè è passato così tanto tempo che sarebbe come leggerlo per la prima volta, altri, come D'un tratto nel folto del bosco, pur ricordandone la trama, li rileggo volentieri nei momenti come questo, in cui la lettura del libro attuale va a rilento e non è così appassionante.
D'un tratto nel folto del bosco parla di un paese triste in cui tutti gli animali sono spariti molti anni prima. Gli abitanti non vogliono parlare con i bambini di questa brutta storia e del resto i bambini pensano che gli animali siano esistiti soltanto nella fantasia degli adulti. Nessuno si avventurava mai nei boschi e quando era buio nessuno usciva mai di casa, per paura di ammalarsi di nitrillo, come era successo al piccolo Nimi.
Soltanto Maya e Mati, due bambini coraggiosi e intraprendenti oseranno varcare il limite del bosco, alla ricerca della verità.

Provate anche voi a pensare a come sarebbe il mondo senza animali, non c'è bisogno che siate degli animalisti...non sarebbe un mondo da incubo?

INCIPIT:
la maestra Emanuela spiegò alla classe com'è fatto un orso, come respirano i pesci e che versi fa la iena di notte. Inoltre, appese svariate figure di bestie e anche di uccelli. Quasi tutti i bambini la prendevano in giro, visto che in vita loro non avevano mai visto un solo animale. Molti di loro, poi, non erano per niente convinti che al mondo ci fossero altri esseri. Per niente.

24/10/11

Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde

VOTO : 10 - sempre attuale

Mentre aspetto di finire la lettura di "Il diario delle fate" che durerà un po' perchè non mi sta appassionando troppo, ecco la recensione di un classico, letto molti anni fa ma così appassionante da averlo riletto anche in lingua originale! in tempi più recenti. Purtroppo è uno dei libri che ho preso in prestito e poi restituito quindi non ho la foto da inserire e nemmeno l'incipit...

Il ritratto di Dorian Gray è uno dei pochi libri che ho letto a scuola ad avermi catturata dall'inizio alla fine. Chissà perchè i libri che vengono assegnati dagli insegnanti debbano sempre essere noiosi? Beh, questo sfugge all'intento di certi professori di allontanare i ragazzi dalla lettura. Sono passati molti, troppi sigh, anni da quando ho finito le scuole, eppure quando è uscito il film mi sono precipitata al cinema proprio perchè ricordavo la storia come avvincente. Il film sfocia un po' troppo nell'horror perdendo le sfumature dell'opera scritta.
La storia è ancora sempre attuale, anzi! Forse più ai giorni nostri che all'epoca di Oscar Wilde si conta più sull'aspetto esteriore che sulla purezza dell'anima. Viviamo in un tempo oscuro, in cui alle ragazzine si regalano interventi estetici e in cui anche le nonne si rifiutano di invecchiare, ricorrendo ai ritocchini ( ma non sono solo le donne a farlo!)... quanti in fondo non farebbero un patto col diavolo pur di restare giovani
e(s)ternamente?
Da leggere con calma, riflettendo.

17/10/11

Il libro segreto di Dante di Francesco Fioretti Ed. Newton Compton

VOTO : N.C. - non l'ho letto tutto

Non dovrei parlare di questo romanzo, perchè non ho finito di leggerlo. Per la verità ho smesso verso pagina 70, quindi... ma siccome non mi capita spesso di lasciare i libri al loro destino, qualche parola devo spenderla. La trama è accattivante, forse per questo mi sono lasciata tentare dall'acquisto, pur non essendo un'appassionata di Dante. Devo precisare di non aver mai studiato la Divina Commedia, perchè, nell'Itis che ho frequentato, italiano già non era una materia di punta ( anche se mi sono vista costretta a portarla come materia di esame... ma questa è un'altra storia), ed essendo il corso che frequentavo sperimentale l'insegnante aveva un po' di margine sugli argomenti da trattare e ha preferito approfondire altri autori, quindi Dante è stato un argomento marginale.
Forse è stato questo il motivo per cui ho trovato l'inizio di questo romanzo, pesante, difficile da seguire e poco intrigante. Per buona parte del tempo il protagonista rimugina su alcuni versi della commedia e secondo me l'autore dà un po' per scontato che tutti i lettori sappiano di cosa sta parlando! Il linguaggio scelto è forbito ma pedante, poco scorrevole. Il ritmo della storia lascia a desiderare e l'ingresso in scena dell'ex templare è molto poco credibile e fiacco. Insomma, non sono proprio riuscita ad andare avanti, ma come dicevo, forse per qualche appassionato estimatore del Sommo poeta la lettura potrebbe essere più edificante di quanto lo sia stata per me. Eppure ci sono state biografie e romanzi storici che mi hanno appassionata, nonostante la storia ( come materia scolastica) non fosse mai stata una delle mie materie preferite!
Se qualcuno l'ha letto è ha un'opinione diversa... mi piacerebbe leggerla.

P.S. manca l'Incipit perchè ho regalato il libro scordandomi di copiarlo!

10/10/11

Naufraghi di Elin Hildebrand Ed.Oscar Mondadori

VOTO : 6 – scorrevole ma non appassionante

Quattro coppie di amici, così affiatati da sembrare una grande famiglia, vivono sull’isola di Nantucket. Quando però una coppia muore in un incidente in mare con una dubbia dinamica, gli equilibri si spezzano. Una vicenda narrata via via dalle diverse voci dei protagonisti, ognuno con i propri segreti e le proprie piccole o grandi colpe.
Evidentemente ci sono periodi della propria vita in cui tendiamo a ripetere gli stessi schemi, un po’ come si tende a scegliere compagni simili, nonostante i fallimenti delle relazioni precedenti. E’ la teoria dei rapporti – fotocopia.
A me sta succedendo con i libri. Ancora una volta ho scelto di leggere un romanzo che parla di una comitiva di amici, ancora una volta non mi ha fatto impazzire. Sarà perché a 40 anni mi rendo conto che dai tempi della scuola non ho più avuto un amico o un’amica decente e ora mi sembra di non averne mai avuti, così mi rifugio nei libri, cercando inconsciamente una risposta alle mie delusioni? Sarà che siamo destinati a ripetere sempre gli stessi errori senza imparare niente?
Un’altra delle mie recenti passioni, infatti, è riguardare per l’ennesima volta la serie completa di Sex and the city. Avete presente quel telefilm con Sarah Jessica Parker e le sue inseparabili amiche? A parte che è una serie divertente, però spesso mi trovo a guardare affascinata ed invidiosa quel rapporto stretto tra loro,  rapporto che non sono mai riuscita a creare con le mie amicizie. A volte per colpa mia, a volte per colpa altrui. 
Ad ogni modo, Naufraghi mi è piaciuto più che Il profumo del tè e dell’amore, ma non è niente di speciale. La narrazione da diversi punti di vista lo rende scorrevole ma talvolta i personaggi si ripetono un po’. Le spigolature che caratterizzano spesso queste compagnie claustrofobiche di amici sono ben rappresentate, anche se messe insieme fanno dubitare che questa amicizia fosse così solida fin dal principio.

Incipit :
IL CAPO
L’incidente era successo in mare, fuori dal territorio di sua competenza, ed era quindi strano che il Capo fosse stato il primo a venirlo a sapere. E’ il privilegio di chi ricopre una carica ufficiale: fungere da catalizzatore delle informazioni, da passaggio obbligato. Passava sempre tutto da lui.

04/10/11

Frostbite - l'alba del licantropo di David Wellington Ed. Rizzoli HD

VOTO : 8 - affascinante

David Wellington è considerato uno dei nuovi maestri dell’horror americano. Secondo il Los Angeles Times “sta trasportando la letteratura dei non morti nel XXI secolo, grazie a nuovi livelli di brutalità”. Così almeno è riportato nel risvolto di copertina. Confesso che se lo avessi letto prima, forse non avrei nemmeno comprato il libro. Odio la brutalità gratuita, anche se di un “nuovo livello”!

Fortunatamente mi sono limitata ad una breve occhiata alla trama e al retro del libro. In questo romanzo non ho trovato nessuna traccia di brutalità, forse un po’ troppo sangue verso la fine. Finchè non ho letto le due righe su Wellington non lo avevo nemmeno catalogato come romanzo dell’orrore.

Certo, forse la mia passione per i lupi mi condiziona un po’ nel giudizio.
Ma leggendo questa descrizione della trasformazione, che si trova sul retro della copertina, bè… io l’orrore proprio non ce lo vedo:
“Prima era una donna, e dopo essere stata attraversata dalla luce argentea era un lupo. La trasformazione fu indolore. Fu una sensazione piacevolissima. Fu una sorta di orgasmo incredibilmente intenso che durò una frazione di secondo lasciandola fremente, in estasi. Non si sentiva una donna che si trasforma in lupo. Si sentiva un lupo che si risveglia da un sogno lungo e noioso in cui era costretto a vivere in un corpo di donna.”

Io la trovo magnifica. E poi, non vi piacerebbe risvegliarvi in un corpo di lupo, con i sensi moltiplicati per cento e un pizzico di immortalità nel sangue? E la possibilità di sbranare i vostri nemici? Ovviamente, come esseri umani rifiutiamo la violenza ( io sono vegetariana), ma se fosse il nostro essere lupo a vendicarsi al nostro posto? 
Non ho mai visto o letto la saga di Twilight, perché le mode non mi convincono, soprattutto quando si tratta di libri. Però ho amato l'interpretazione  di Jack Nicholson e Michelle Pfiffer in Wolf e mi sono appassionata alla vicenda di Powell e Cheyenne in Forstbite. 321 pagine da leggere tutte d’un fiato.

Incipit :
Il sole tremò, e aghi di pino caddero come una pioggia verde dagli alberi tutt’intorno. Chey si aggrappò a una radice sporgente e alzò lo sguardo sull’immane massa d’acqua che con un boato stava venendo giù per la gola, dritta verso di lei.

30/09/11

Nel mare ci sono i coccodrilli – storia vera di Enaiatollah Akbari – di Fabio Geda

VOTO : 8 - un racconto che fa riflettere

L’incredibile viaggio di un bambino, non ancora  un adolescente, dall’Afghanistan all’Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia. Le sue avventure rocambolesche, i pericoli che ha corso, riuscendo a schivarne qualcuno. Il tutto raccontato con la genuina malizia dei bambini. Interrotto qua e là dalle domande dello scrittore, ci racconta un’esistenza difficile che riesce a trovare un riscatto. La storia parte da un atto d’amore della madre, che lo abbandona per proteggerlo, lasciandogli in eredità solo qualche raccomandazione, come la promessa di diventare un uomo per bene. E Enaiat ci riesce, a rimanere un bambino per bene, nonostante il male incontrato.
Una storia scorrevole, ben scritta, ma che rappresenta a mio parere soltanto una parte di quella realtà che l’autore vuole presentarci. Quanti ne vediamo, nelle nostre strade, di bambini come Enaiat, ma che non hanno avuto altrettanta fortuna? Quanti sono quelli che soccombono nel viaggio? Bambini perduti di cui nessuno ha memoria? Come Liaqat, che cade in acqua e non avrà mai la possibilità di raccontarla, la sua storia. E quanti sono quelli che invece non diventeranno uomini per bene, ma solo ladri e spacciatori? Anche questi li vediamo ogni giorno agli angoli delle nostre strade, li cacciamo con fastidio, spesso. Non li vediamo per quello che sono, bambini con un disperato bisogno di aiuto. Eppure poi ci commuoviamo quando leggiamo la storia di Enaiat o altre storie simili. Un buon romanzo deve far riflettere, soprattutto quando è una storia vera e dopo aver letto la storia di Enaiat la prima riflessione che mi viene da fare è proprio questa: non sarebbe meglio per tutti quei bambini venir aiutati nel loro paese, invece che incoraggiati ad un viaggio pericoloso che sempre più spesso li porta soltanto da un inferno ad un altro? E’ veramente un passo avanti per loro mendicare agli angoli della strada, in balia di uomini senza scrupoli?


Incipit :
Afghanistan

Il fatto, ecco, il fatto è che non me lo aspettavo che lei andasse via davvero. Non è che a dieci anni, addormentandoti la sera, una sera come tante, né più scura, né più stellata, né più silenziosa o puzzolente di altre, con i canti dei muezzin, gli stessi di sempre, gli stessi ovunque a chiamare la preghiera dalla punta dei minareti, non è che a dieci anni – e dico dieci tanto per dire, perché non è che so con certezza quando sono nato, non c’è anagrafe o altro nella provincia di Ghazni – dicevo, non è che a dieci anni, anche se tua madre, prima di addormentarti, ti ha preso la testa e se l’è stretta al petto per un tempo lungo, più lungo del solito, e ha detto: Tre cose non devi mai fare nella vita, Enaiat jan, per nessun motivo. La prima è usare droghe. Ce ne sono che hanno un odore e un sapore buono e ti sussurrano alle orecchie che sapranno farti stare meglio di come tu potrai mai stare senza di loro. Non credergli. Promettimi che non lo farai.

27/09/11

La ragazza del libro dei fuochi di Jane Borodale

VOTO : 7 - più che discreto


Ambientato nella Londra del 1752, anche se la protagonista parte dalle campagne. Non è possibile non innamorarsi di Agnes Trussell, perchè è ingenua e astuta come solo i bambini cresciuti nella povertà sanno essere. Si trova a far fronte a problemi più grandi di lei e li affronta con coraggio ma anche con incoscienza. Gli altri personaggi sono subdoli, ambigui, inquietanti. La governante è una pettegola e la sguattera una sempliciotta, Londra sembra una città pericolosa, ma quale città non lo è, anche ai giorni nostri?
Scritto in prima persona, è Agnes che racconta la propria avventura. Unico difetto sono le descrizioni minuziose del procedimento di produzione dei fuochi artificiali, ma questo è un mio gusto personale, non amo le descrizioni lunghe ed interminabili, preferisco dialoghi ed azioni. Il finale è a sorpresa, la storia piacevole, anche se alcuni passaggi sono di difficile comprensione, soprattutto alcuni dialoghi sembrano indecifrabili, a meno che non abbiate vissuto nella Londra del 1752...

Incipit:
Si ode lo stridio continuo della lama sulla pietra mentre affila i coltelli. La lama produce un rumore acuto che dà i brividi e che sento fra i denti. E' novembre, e oggi è il giorno in cui uccideremo il maiale.